Le Opzioni sono strumenti che permettono a chi le acquista di prendere decisioni a determinate condizioni entro una certa data. Sono molto utili per molti professionisti della finanza.
Per chi ama il calcio, il concetto è simile a quando una squadra prende un calciatore in prestito: a fine stagione, può decidere di acquistarlo a un prezzo stabilito, ma non è obbligata a farlo.
Nel mondo della finanza, possiamo essere molto creativi e inventare tantissime tipologie di strumenti finanziari. Negli anni ho capito che l’unico limite è la nostra immaginazione.

Opzioni CALL e PUT
Le opzioni di base si dividono in Call e Put. Le opzioni Call permettono di comprare un titolo a un prezzo stabilito entro una certa data, mentre le opzioni Put permettono di vendere un titolo a un prezzo definito entro una scadenza.
Ecco un esempio semplice.
Immaginate di essere un investitore e pensare che l’azione ACME Corp (un’azienda inventata dalla Warner Bros. Cartoon, non cercatela sul vostro trading online…) salirà di prezzo nei prossimi 12 mesi. Attualmente, vale $10 e decidete di comprare un’opzione Call che vi consente di acquistarla a $11 tra un anno. Questa opzione costa 5 centesimi ($0,05). Se tra 12 mesi il prezzo supera $11, potete attivarla e se il prezzo è superiore a $11,05 guadagnare. Ad esempio, se il titolo arriva a $12, lo potete comprate a $11 grazie all’opzione Call e lo potete rivendere subito a $12 con un ricavo di $1. Sottraendo i 5 centesimi di costo dell’opzione, il vostro utile sarebbe di $0,95 per ogni azione. In questo caso, con un investimento di 5 centesimi, avete ottenuto un ottimo guadagno in termini percentuali. Se il titolo, invece, scendesse sotto $11,05, perdereste solo i 5 centesimi.
È importante notare che le opzioni di solito non vengono emesse per singoli titoli ma per un numero maggiore, spesso per un controvalore di decine di migliaia di Dollari o Euro.
Le opzioni Call sono usate principalmente per limitare le perdite mentre si punta su un forte rialzo di un titolo.
Per quanto riguarda le opzioni Put, la situazione è opposta. Oltre all’aspetto “speculativo”, c’è anche un aspetto “assicurativo”. Immaginate che un investitore abbia già comprato il titolo ACME Corp, che è salito del 20% da $10 a $12. Anche se le prospettive fossero ancora buone, l’investitore potrebbe avere timori per l’andamento generale del mercato (o per sorprese inattese del titolo) e comprare un’opzione Put a $11 per 5 centesimi. Se tra 12 mesi il prezzo è sopra gli $11, sarà soddisfatto di aver potuto mantenere il titolo limitando il rischio di perdite; se il titolo crolla, potrà comunque rivenderlo a $11, guadagnando comunque il 10% rispetto al prezzo iniziale di $10 (meno 5 centesimi di costo dell’opzione).

Alcune specifiche ulteriori
Le opzioni si dividono in Americane ed Europee. Le opzioni Americane possono essere esercitate fino alla data di scadenza, quindi se la scadenza è tra 12 mesi, posso attivare l’opzione dopo 6 mesi se lo ritengo vantaggioso. Le opzioni Europee invece possono essere esercitate solo alla data di scadenza (si sa, noi europei siamo un po’ più rigidi…).
Un altro termine importante da ricordare è lo strike (o prezzo di esercizio), che è il prezzo al quale si può acquistare (per le call) o vendere (per le put) il titolo sottostante.
È importante ricordare che le opzioni possono essere comprate ma anche vendute. Se si vende un’opzione (senza possederla), si assumono rischi, soprattutto con le opzioni Call. Se il prezzo del titolo sale senza limiti, chi ha venduto deve comunque rispettare il contratto. Per esempio, se il titolo ACME passa da $10 a $50, chi ha venduto una call deve vendere il titolo a $10 al possessore dell’opzione call, magari acquistandolo a $50. Lo stesso vale per le put, ma nel caso peggiore, cioè se il titolo scendesse a 0, si potrebbe dover riacquistare le ACME a $10 e “cestinarle”. In questo caso, la perdita sarebbe di $40 per azione con le call, mentre con le put sarebbe di “soli” $10.
Se volete saperne di più sulle opzioni e su come vengono prezzate, vi consiglio di leggere il nostro articolo sulla parte avanzata.



