Creare un portafoglio adatto alle nostre esigenze non è una cosa semplice. Spesso conviene rivolgersi ad un professionista, che ci possa aiutare, ma vale la pena capire le basi per sapere se i consigli che ci vengono dati sono effettivamente sensati, o sono semplicemente commercialmente sensati per chi c’è li propone.
La costruzione del portafoglio iniziale è per definizione il secondo aspetto più importante di chi vuole iniziare ad investire.
Qual è quindi il primo aspetto importante?
Capire quanto è opportuno investire. Questa è la vera base. Possiamo costruire un portafoglio perfetto ma se saremo costretti ad attingerci in continuazione per far fronte a necessità di “cassa”, avremo sicuramente sbagliato qualcosa. Unica eccezione il caso in cui stessimo costruendo un portafoglio di liquidità. Aspetto che vedremo in un altro articolo.

La pianificazione finanziaria.
La pianificazione significa innanzitutto capire alcuni aspetti fondamentali:
- Quanto posso risparmiare ogni mese/trimestre/anno?
- Quando mi serviranno i soldi investiti?
- La liquidità rimanente è sufficiente a far fronte anche a piccole esigenze straordinarie?
- Che capitale mi serve alla scadenza?
- Quanto posso investire inizialmente?
La risposta a queste domande è spesso soggettiva perché non dipende solo dal nostro patrimonio ma da quella che è la nostra vita e quella della nostra famiglia.
La prima domanda, quanto risparmiamo, è cruciale perché determina la frequenza con cui vale la pena investire (i costi per investire piccole somme sono generalmente più alti) e quanti strumenti possiamo utilizzare (piccoli risparmi richiedono pochi prodotti, o anche uno solo). Se una piattaforma permette di investire 100 euro senza spese, va bene; ma se richiede 1 euro per ogni investimento, paghereste subito l’1%. Anche se in termini assoluti è poco, in termini relativi è un costo elevato. Investendo 500 euro con 1 euro di commissione, il costo relativo sarebbe solo dello 0,2%, sicuramente più sostenibile.
Quando mi serviranno i soldi? È fondamentale per capire che tipo di portafoglio costruire. Se ho bisogno dei soldi tra un anno per comprare una casa o un’auto, un investimento azionario non è sicuramente adatto. Se ho 22 anni e voglio risparmiare per un’auto tra 5 anni, una piccola parte in azioni potrebbe aiutarmi a raggiungere il mio obiettivo. Se ho 25 anni e voglio investire per la pensione, un’importante parte azionaria può essere utile visto che i soldi mi serviranno tra 40 anni.
La liquidità rimanente è sufficiente? Se pensiamo di attingere dai nostri risparmi “pensionistici” per andare in vacanza il prossimo anno abbiamo sbagliato qualcosa… I portafogli con elevate posizioni azionarie vanno mantenuti fermi per anni se vogliamo beneficiarne.
Che capitale mi serve a scadenza? Altra domanda complessa. Esempio. Sto mettendo via dei soldi per gli studi dei miei figli, che magari saranno sbloccati tra 10 anni, e penso di aver bisogno, supponiamo, di 45.000 euro. Se posso risparmiare e quindi investire 4.000 euro all’anno, potrei investire la maggior parte in obbligazioni, ma una piccola parte in azioni potrebbe aiutarmi a creare un rendimento superiore (e anche aiutarmi se nel tempo scendessero i tassi di interesse).
Quanto posso investire inizialmente? Se ho abbastanza capitale per un portafoglio diversificato, posso iniziare con un portafoglio articolato e poi decidere come redistribuire gli investimenti in base agli incrementi successivi. Ad esempio, se inizio con 50.000 euro equamente divisi tra 4 ETF o fondi e aggiungo 1.000 euro ogni trimestre, posso scegliere di investire 250 euro per ciascun ETF/fondo ogni trimestre o aggiungere 1.000 euro a un singolo fondo o ETF. Se invece posso investire solo qualche centinaio di euro ogni trimestre o 100 euro al mese, è meglio investire a rotazione in un singolo ETF o fondo. L’eccezione è se faccio piani di accumulo gratuiti (se non sapete cosa sono i PAC, piani di accumulo, leggete l’articolo dedicato).


