Certificato obbligazionario

Le obbligazioni sono strumenti di investimento relativamente semplici da capire. In Italia, le obbligazioni governative come i BOT e i BTP sono sempre state un tipo di investimento importante. Ma come funzionano e come cambia il loro prezzo?

Innanzitutto, il prezzo delle obbligazioni è normalmente basato su una base di 100, e di norma viene rimborsato a 100. Facciamo un esempio: se un’obbligazione ha un prezzo di 98 e voglio investire 10.000 euro, dovrò investire 9.800 euro (10.000 x 98 : 100). Alla scadenza dell’obbligazione, riceverò il valore nominale di 100, cioè 10.000 euro (10.000 x 100 : 100).

Partiamo dai BOT e dai BTP per capire meglio le obbligazioni. I BOT sono obbligazioni a breve termine, normalmente con scadenze di 3, 6 o 12 mesi, e non pagano interessi periodici (cedole). Gli interessi sono pagati alla scadenza insieme al capitale. Ad esempio, se i tassi d’interesse sono al 4%, un BOT con scadenza di 12 mesi potrebbe essere emesso a un prezzo di circa 96. Allo scadere, riceverò 96 più 4 di interessi. Facile, vero?

I BTP, invece, oltre al rimborso del capitale (sempre a 100), pagano anche interessi, di solito ogni sei mesi, ma in alcuni casi anche ogni tre mesi. Se lo Stato emette un BTP con una scadenza di 10 anni, cedola del 5% e il tasso richiesto dal mercato è del 5%, il prezzo di emissione sarà 100, con rimborso a 100. Un investitore che paga 100 riceverà 5 di interesse in linea con i tassi di mercato.

Ma cosa succede se i tassi del mercato salgono al 6% il giorno dopo? Un investitore potrebbe non essere disposto a ricevere solo il 5% di interesse. Poiché le cedole e il rimborso sono fissi e non possono cambiare, l’unico modo per rendere interessante questo BTP è che il suo prezzo… scenda.

Prendiamo un esempio pratico che può aiutare a chiarire il concetto: se compro uno smartphone, ultimo modello, quest’anno e lo pago 1000 euro e l’anno seguente esce un nuovo smartphone con prestazioni maggiori, ma prezzato anch’esso a 1000 euro, il prezzo del mio modello precedente ovviamente scenderà.

Tasso che attraversa new york

Quanto varia il prezzo al variare dei tassi?

Riprendiamo l’esempio della cedola del 5% con scadenza di 10 anni. I nuovi tassi sono al 6%. Se consideriamo il nostro BTP, avremmo entrate di 5 all’anno per 10 anni e alla fine ci rimborseranno 100, quindi in totale dopo 10 anni, a fronte di un pagamento di 100, avremmo un capitale finale di 150 (100 + 50 di interessi pagati in 10 anni).

Se i tassi sono al 6%, ci aspetteremmo flussi da un BTP con una cedola di 6 per 10 anni più il rimborso finale di 100, per un totale di 160 (100 + 60 di interessi).

Di quanto dovrebbe scendere il prezzo del BTP con cedola 5% per essere paragonabile a un investimento al 6%?

160 – 150 = 10. Dovrebbe scendere di circa 10, quindi passare da un prezzo di 100 a uno di 90.

Nota: questi calcoli sono semplificati poiché non considerano l’effetto della capitalizzazione, cioè che le cedole si ipotizza vengano reinvestite a loro volta al 6%. Questo cambierebbe leggermente i calcoli, ma per comprendere il funzionamento delle obbligazioni è sufficiente questo calcolo approssimativo.

Se i tassi scendessero dal 5% al 4%, saremmo disposti a vendere la nostra obbligazione a 100 quando ci paga una cedola più alta di quella di mercato? Probabilmente no.

In questo caso, il prezzo salirebbe. Facendo gli stessi calcoli con i tassi al 4%, avremmo un montante (cioè rimborso più cedole) pari a 140, rispetto ai 150 del nostro BTP. Per vendere l’obbligazione chiederei quindi 10 punti in più, passando da 100 a 110. Semplice, vero?

Obbligazione con le cedole

Ma cosa influenza i tassi di interesse?

Sostanzialmente i tassi di interesse sono influenzati da vari fattori, i principali sono i tassi di interesse che le banche centrali applicano sui depositi delle banche presso di esse (Generalmente conosciuti come Tassi Ufficiali sui quali si leggono spesso i grandi titoli sui giornali), dall’inflazione (che influenza i tassi applicati dalle banche centrali oltre a quelli richiesti dagli investitori) e dallo spread, cioè un margine aggiuntivo che viene applicato in base alla rischiosità dell’emittente. Di questo ne parleremo meglio in un altro articolo dedicato ad esso.

Il peso dell'inflazione

Ma come pesa l’inflazione?

L’inflazione è l’aumento dei prezzi che avviene ogni anno e influisce sui tassi di interesse. Quando parliamo di tassi, ci sono i tassi nominali e i tassi reali. I tassi nominali sono formati dalla somma dei tassi reali e dell’inflazione. Quando ascoltiamo i rendimenti di un titolo obbligazionario, come quelli dei governi, dobbiamo considerare l’inflazione per capire il vero guadagno dell’investimento. Questo è simile agli aumenti salariali: se il nostro stipendio cresce meno dell’inflazione, perdiamo potere d’acquisto, specialmente su stipendi bassi, perché i prezzi dei beni aumentano di più rispetto ai nostri salari e possiamo risparmiare meno.

Se l’inflazione è al 3% e un titolo offre un rendimento del 3%, investendo in quel titolo manterremo il valore del nostro patrimonio, ma non aumenterà.

In conclusione, se l’inflazione cresce, i tassi richiesti dagli investitori aumenteranno, e quindi il prezzo dei titoli obbligazionari tenderà a scendere. Scriveremo un articolo specifico su questo argomento.

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